Omai… Nato a Raiatea nel1751 (circa) e morto a Huahine nel 1779, era un tahua, e cioé una sorte di medico tradizionale, sciamano e stregone, conosciuto per essersi imbarcato su una delle navi del Capitano Cook. Omai viveva gia da anni a Tahiti, dove lavorava ed officiava presso la famiglia reale quale Tahua, quando raggiunse, nel 1773 la nave HMS Adventure comandata da Cook, durante la seconda spedizione del capitano in Polinesia, al fine di scoprire le isole sconosciute del Pacifico.
Omai navigo’ sino a Londra, e fu il primo Polinesiano ad essere presentato al re Giorgio3°, a vivere i fasti della corte e dell’alta società, dal 74 al 76. Cook intraprese un terzo viaggio in Polinesia, e riporto’ Omai nella sua terra d’origine. Bligh, mitico capitano della nave Bounty, apprese, durante il suo soggiorno a Tahiti, che Omai era deceduto a Huahine nel 1779.
Fare surf in Polinesia é come imparare a cucinare la pasta in Italia o come mangiare una baguette e camembert in Francia. E’ roba di casa.
Il surf é nato in Polinesia. Nel filmato che segue, vedrete Manoa Drollet, che ha perso la vita pochi mesi dopo, ad hawaii, in un onda.
Sin dal 1700, Cook narra di alcuni Polinesiani (nell Hawaii) che scivolano lungo le onde su tavole ricavate da alberi. He’e Nalu, e cioé cavalcare le onde. Il fatto che questo sport si pratichi con pochi indumenti, ebbe come ripercussione la proibizione da parte dei missionari. Inseguito,grazie al pionere Kahanamoku, il surf é oggetto di un vero e proprio rinascimento ed esplode, con la partecipazione di nuovi materiali come la fibra di vetro ed il poliuretano, negli anni 60, in particolare modo negli USA ed in Australia.
In Polinesia francese, lo spot (il luogo) di surf piu conosciuto, una delle capitali mondiali di questo sport é Tehaupoo, a Tahiti Iti, dove l’esperto puo trovare una delle onde regolari piu spesse del mondo. Dato che l ‘enorme onda si infange sulla barriera corallina, la quale é a poche decine di cm sotto l’acque, questo famosissimo ma pericolosissimo spot é riservato a chi veramente se ne intende. Chi non se ne intende, puo invece godersi lo spettacolo senza rischiare la pelle… specialmente durante una delle tappe del circuito mondiale internazionale, la Billabong pro Teahupoo.
Per chi fosse meno esperto ma sempre con un bel po di esperienza, Papara, la punta Venus e Papenoo sono spot interessanti. unico problema: difficile trovare chi affitti tavole, per cui dovrete portare la vostra…
132 km quadrati
17.000 abitanti
Punto culminante: Monte Toheia 1207 m
Villaggio principale: Maharepa
Punti forti:
Belle spiagge e bellissima laguna
Vasta scelta di hotels
Numerosi ristoranti
Bel trekking
Numerose escursioni
Belle immersioni con gli squali
Osservazione delle balene (da agosto ad ottobre)
A soli 7 minuti d’aereo e 35 mn in ferry da Tahiti, Moorea é una terra di leggenda e storia.
L’isola ha una circonferenza di 60 km circa. Possiede due baie spettacolari, Cook ed Opunohu, e delle vette alte e ripide. Una splendida spiaggia, Temae, si trova davanti a Tahiti. Sulla punta Nord Ovest due splendidi Motu ed una laguna da sogno.
Moorea é per me il migliore compromesso: un’isola alta e molto verde, con una bella laguna, molte attività ed escursioni, poco lontana da Tahiti. E un’isola che vive, che si sviluppa e che cambia, mantenendo pero’ quella nonchalance che le é tipica.
La tradizione dice che Moorea sia stata la pinna dorsale del grande pesce che era Tahiti. il Dio Hiro, bramava di possedere il Monte Rotui, e una notte lo rubo’ per portarlo a Raiatea. Ma il guerriero Pai, da Tahiti, glielo impedi’, lanciando la sua lancia, che attraverso’ quello che ora é il monte Moua puta, la Montagna bucata.
Anticamente chiamata Eimeo, l’isola fu battezzata Moorea (Moo= lucertola rea=gialla) in periodo premissionario. I primi missionari protestanti si installarono a Papetoai, dove costruirono il primo tempio e stamparonola prima Bibbia in Polinesia. Sino alla seconda guerra mondiale, l’economia era basata sulla coltivazione del cocco, vaniglia e caffé. Oggigiorno, benché l’agricoltura sia ancora importante (ananas, papaie) molta gente lavora a Tahiti, spostandosi quotidianamente in ferry.